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Vitigno
IL TERRITORIO

Il Vulture è il punto più a nord della quinta dorsale che attraversa la Basilicata. Vulcano spento da oltre 130mila anni, ha un terreno molto fertile, connotato in gran parte da boschi come quello di Monticchio con i due laghi omonimi posti a 660 metri sul livello del mare e che in origine erano due crateri, separati da una stretta lingua di terra. Protetti da una cortina verdissima e fittissima di faggi, querce, castagni, ontani, frassini, aceri e tigli, costituiscono forse la nota più pittoresca del singolare paesaggio del Vulture. Anche le acque e i boschi sono ricchi di fauna di ogni specie. Ma la rarità del Vulture è la "Bramea europea", farfalla notturna che si ritrova soltanto in Asia. Per proteggerla, la Forestale ha creato una Riserva naturale di 200 ettari, primo esempio in Italia (1971) di area protetta per tutelare un insetto. La sua presenza qui è legata al "Fraxinus oxycarpa", antichissima pianta di origine balcano-asiatica.
 
Il territorio fu frequentato sin dai tempi più remoti come testimoniano i resti fossili del sito preistorico di Notarchirico, nei pressi di Venosa e i numerosi rinvenimenti del Paleolitico nel territorio di Atella. Nel V - IV secolo a. C. la zona divenne punto d’incontro di diverse civiltà come quella dauna, peuceta, lucana e sannita fino alla lunga dominazione romana come testimoniano per eccellenza i resti del Parco archeologico di Venosa. Il comprensorio di Melfi nel medioevo acquista ancora più importanza prima coi Normanni che elevarono Melfi a capitale del regno e Federico II che nel forziere di Melfi emanò nel 1231 le “Costitutiones Augustales”, il più antico testo di leggi scritte del medioevo. Dopo l’unità d’Italia la zona torna ad essere in primo piano con le rivolte brigantesche. Il capo dei ribelli fu Carmine Crocco, natio di Rionero in Vulture che organizzando una banda di 2.000 uomini, riuscì a soggiogare la Basilicata mettendo in crisi il governo del Re piemontese Vittorio Emanuele II.
 
Oggi il Vulture è una delle zone più dinamiche della regione, ricca di sorgenti di acque minerali, di terreni adibiti alla coltivazione delle viti per la produzione del vino aglianico doc, e degli uliveti per la produzione dell’olio extravergine di oliva dop ottenuto dalla frangitura di olive di varietà Ogliarola del Vulture, e per la presenza di un importante distretto industriale.
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